CRONACA 31/08/2010 - IL CASO Contratti per colf e badanti Torino in maglia nera A Torino evasa una pratica su quattro
Poche richieste e ancor meno regolarizzazioni: va peggio solo a Napoli e LatinaTORINO Torino nella lista nera delle città-lumaca per il disbrigo delle pratiche di emersione del lavoro nero di badanti e colf immigrate. Lo Sportello Unico presso la Prefettura della nostra città si è piazzato terz’ultimo, tra Napoli e Catania, con appena il 25,18% di domande concluse con la firma del contratto di lavoro. Ma mentre Napoli aveva avuto 24.364 richieste di regolarizzazione nel settembre dello scorso anno - quante famiglie desiderose di mettere a posto con i contributi la persona che si occupa del genitore anziano ricordano il clic day del 1° settembre 2009... - Torino ne ha avute soltanto 8.305, come ricorda un’indagine pubblicata ieri da Il Sole-24 Ore. Che cosa accada negli uffici di via Del Carmine se lo chiedono in tanti: migliaia di lavoratrici moldave, peruviane e ucraine che da anni non possono lasciare Torino per rivedere i figli perché prive di documenti. E migliaia di datori di lavoro seriamente intenzionati ad assumerle.
«In questi mesi si sono verificati molti disguidi - denuncia Piero Gui, responsabile Immigrazione della Uil - che hanno origine, oltre che nella carenza di personale, nella mancanza di un vero, dirigente dello Sportello. Dopo il pensionamento del responsabile, nella primavera 2009, il nuovo dirigente, che come il precedente fa capo alla Direzione Provinciale del Lavoro, è tale solo sulla carta perché è occupato in altri incarichi. La responsabilità è stata divisa tra quattro funzionari presenti a turno: questa situazione non ha prodotto niente di buono». La Uil evidenzia anche altre criticità. «Il protocollo d’intesa nazionale tra Sportelli Unici e sindacati, con l’impegno di Cgil, Cisl, Uil e Acli a seguire le pratiche con anomalie, qui a Torino non è stato applicato perché manca un referente. Ce ne siamo lamentati - prosegue Gui - con il prefetto Padoin nei mesi passati, ma le cose non sono cambiate. Le difficoltà pare derivino dal fatto che gli Sportelli sono competenza mista dei ministeri del Lavoro e dell’Interno». Ma l’Ufficio Immigrazione della Questura ha ormai da alcuni mesi ridotto i suoi tempi e il rilascio dei nullaosta alla regolarizzazione non è certamente l’ostacolo alla convocazione di datori di lavoro e badanti.
Mohammad Reza Kiavar dell’Ufficio lavoratori Immigrati Cisl aggiunge: «I datori di lavoro arrivano da noi esasperati perché non vengono convocati. Sono tantissimi quelli che stanno aspettando. Le lettere raccomandate non arrivano, il sito della Prefettura è complicato, non accessibile. Basta paragonarlo con quello di Milano, dove è sufficiente digitare il codice per sapere a che punto si è. Qui tutto è stato reso difficile. E a chi si presenta in via Del Carmine per avere spiegazioni viene data come risposta "Rivolgetevi ai patronati”. Peccato che i patronati non siano in possesso di informazioni».
Di mancanza di trasparenza parla anche Lamine Sow, responsabile dell’Ufficio lavoratori immigrati Cgil: «Ci sono persone che non hanno avuto notizia della convocazione o che il giorno stabilito erano impossibilitate a presentarsi: non hanno più saputo nulla. La gente che aveva inoltrato la domanda attraverso il nostro patronato viene per avere notizie, ma noi non possiamo aiutarli. Questa situazione, poi, sta mettendo a rischio tanti posti di lavoro».
Sursa: http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/311842/ |