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[30.04.2015][Stiri si articole din Moldova]

Oficial SUA: NATO va acţiona dacă apar "omuleţi verzi" în Republica Moldova. Statele pot reacţiona individual (1)

NATO se va reuni de urgenţă şi va decide ce acţiuni colective sunt "adecvate" în cazul în care în Republica Moldova ar apărea "omuleţi verzi", a declarat, miercuri, oficialul american Earle Litzenberger, subliniind, totodată, că statele membre pot reacţiona individual dacă s-ar întâmpla aşa ceva.

"Republica Moldova are o poziţie dificilă din cauza situaţiei din Transnistria. Continuăm să sprijinim şi să negociem o soluţie în ceea ce priveşte integritatea teritorială şi suveranitatea R. Moldova. Sprijinim procesul de negociere «5 plus 2» în vederea găsirii unei soluţii. Monitorizăm situaţia în Transnistria, aşa cum facem în toate ţările din vecinătatea estică a Alianţei", a declarat, miercuri, la Bucureşti, adjunctul misiunii SUA la NATO, Earle Litzenberger.

El a precizat că Alianţa Nord-Atlantică are în vedere demararea unui program care să ajute R. Moldova în construirea unei capabilităţi întărite de apărare pentru a face faţă provocărilor viitoare.


[30.04.2015][Stiri si articole din Italia]

I viticoltori moldavi colpiti dall’embargo russo: “Grazie Norvegia” (0)

La Norvegia salva i produttori di vino moldavi, danneggiati dall’embargo russo imposto un anno e mezzo fa e giustificato con motivi sanitari. E i moldavi ringraziano, con un filmato, gli acquirenti nordeuropei.

La Norvegia importa dalla Moldova la metà di quanto faceva la Russia prima dell’embargo, sebbene abbia una popolazione di appena cinque milioni di abitanti contro 143 milioni di russi.

L’impresa Purcari invia il 4% della produzione in Norvegia e 
già dopo il primo embargo, nel 2006, aveva ridotto a una bottiglia su cinque le esportazioni verso la Federazione russa.

Il proprietario, Victor Bostan, spiega che ci è voluto tempo er convincere nuovi clienti. “E’ stata una procedura molto lunga, tutti i campioni devono essere analizzati correttamente, verificati e poi approvati. E’ passato almeno metà anno prima che decidessero”.

L’embargo è stato decretato mentre la Moldova negoziava l’accordo di associazione con l’Unione europea. Soltanto sei mesi dopo, i viticoltori moldavi avevano perso quasi 20 milioni di euro. Una perdita compensata in parte dall’apertura al mercato europeo


[30.04.2015][Stiri si articole din Italia]

Expo, parla veronese il padiglione moldavo (0)

La Repubblica di Moldavia sarà presente all'Expo di Milano con un padiglione tutto veronese. Il progetto, la direzione lavori ed il coordinamento della sicurezza del cantiere, oltre all'iter burocratico necessario per realizzare l'edificio, portato avanti agli uffici Expo 2015 di Milano, sono stati affidati dal governo Moldavo allo studio di architettura Alberti e Fasoli di Caldiero, attraverso un general contractor, ossia la società Petas di Colognola ai Colli, impresa appaltatrice che ha costruito il padiglione.
Non è tutto qui: l'intero edificio Expo della Moldavia è veronese, anche nei materiali. Struttura realizzata in tempo per l'apertura dell'esposizione universale il prossimo 1° maggio. 
Altre aziende veronesi si sono adoperate per la realizzazione della struttura. «Il padiglione è stato costruito dall'azienda Petas di Colognola, che si è avvalsa della collaborazione di altre ditte veronesi», spiegano gli architetti Alberti e Fasoli, «come la ditta Oemmepi di San Bonifacio per la struttura in acciaio e la ditta Tecnofin di Villafranca per le vetrate, parte cospicua della struttura. Si tratta dell'unico esempio di padiglione all'Expo, tutto veronese».
È un bel padiglione con pareti verdi che simboleggiano una buccia di una mela, in quanto la Moldavia è terra di produzione di frutta, soprattutto di mele. Il padiglione è caratterizzato da un cubo di vetro nel quale vengono riflessi i raggi solari, grazie ad un'installazione artistica di un artista berlinese. 
Un padiglione, ampio 300 di metri quadri che ospiterà la cultura moldava e prodotti tipici, tra cui: mele, ciliegie, vino, pesche e prugne. Un investimento importante per un Paese di modeste dimensioni come la Moldavia che ha creduto nell'Expo italiano.
L'opera è iniziata lo scorso dicembre ed è appena stata conclusa: ora il padiglione è in fase di collaudo. «Per il nostro studio, questo incarico è motivo di vanto e di orgoglio», confermano Massimo Alberti e Francesco Fasoli, «perchè ci ha catapultati in una realtà internazionale come quella dell'Expo. Così abbiamo potuto misurarci con professionisti di primo livello di tutte le nazioni che sono presenti all'esposizione».
«Conclusi i sei mesi dell'esposizione universale, la struttura del padiglione verrà completamente smontata e portata in Moldavia», annunciano i due architetti caldieresi, «dove verrà rimontata in pianta stabile nella capitale Chisinau. Il nostro padiglione è tra quelli che saranno visitabili fin dal 1° maggio». Non tutto, però, è filato liscio: «Essendo stati più volte a controllare i lavori a Milano, possiamo dire con certezza che le infrastruture dell'Expo sono state completate», confermano Fasoli e Alberti, «mentre alcuni padiglioni, tra cui quello dell'Italia, sono un po' in ritardo o in fase di ultimazione. Un complesso espositivo, quello dell'Expo che varrà la pena visitare, non solo per il tema affascinante sull'alimentazione e sulla sostenibilità del pianeta, ma anche per le architetture che i vari Paesi partecipanti hanno messo in campo, per accogliere le proprie delegazioni e mostrare il meglio dei propri prodotti al mondo».
Il padiglione della Moldavia si trova al centro delle strutture dell'Expo milanese quali il padiglione supertecnologico della Corea del Sud e la Cascina Triulza, una struttura recuperata per l'occasione, già presente nel sito che ospiterà milioni di visitatori, provenienti da tutto il mondo. 


[30.04.2015][Stiri si articole din Italia]

Ambiente: la Moldavia è “un'immensa discarica a cielo aperto” (0)

In Moldavia vi sarebbero migliaia di discariche abusive. I rischi sanitari sono enormi ma il governo non sembra prendere alcuna iniziativa in merito. L'allarme lanciato da Dorin Dușciac, dimissionario vice-ministro dell'Ambiente

(Pubblicato originariamente da Timpul il 1 aprile 2015, selezionato e tradotto da Le Courrier des Balkans e Osservatorio Balcani e Caucaso)

Il nostro paese è pieno di discariche illegali. Come affrontare il problema?

In Moldavia sono state individuate circa 2000 discariche, per 900 comuni. La maggior parte di esse sono abusive e solo due in regola. Le conseguenze sono catastrofiche. La gente non se ne rende conto ma attualmente il nostro paese è una grande discarica a cielo aperto. Purtroppo esagero poco, l'intero paese è una fossa piena d'immondizia. Vi sono effetti nefasti sulla salute pubblica.

Per misurare l'ampiezza della catastrofe, basta recarsi all'Istituto oncologico dove curano i tumori... nel nostro paese tutto è molto inquinato. Quando piove, l'acqua, impregnata di rifiuti, diviene estremamente acida. In poche settimane raggiunge la falda freatica che alimenta i pozzi.


[30.04.2015][Stiri si articole din Italia]

Lions club in Moldavia con un service sanitario (0)

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo - Si fa sempre più marcato il divario fra i paesi cosiddetti “ricchi” e quelli poveri.

La forbice si amplia ulteriormente dove si affrontano problemi sanitari che diventano molto spesso secondari di fronte alla essenziale necessità di sopravvivenza dell’individuo.

In queste tematiche si è inserita da alcuni anni, l’associazione dei Lions italiani che ha dato vita ad una onlus chiamata Sosan (Solidarietà Sanitaria).

Essa è nata e si è consolidata con lo scopo di fornire un “organico coordinamento alle attività di tanti medici, soci Lions, che individualmente già operavano in vari paesi in via di sviluppo, appoggiandosi ad altre associazioni o enti, perdendo così l’identità Lions”.

Nell’ambito di questa attività, il Lions club di Viterbo è presente con il suo socio, Alfonso Carnevalini – oculista, che è appena rientrato da una missione svoltasi nella Repubblica est-europea della Moldavia e, specificatamente, nella sua capitale Chisinau dal 13 al 19 aprile.

La missione, organizzata in collaborazione con la circoscrizione Lions moldava e coordinata, in sede locale, dal presidente di zona, Vladimir Puska, era composta da tre medici, due oculisti ed un ginecologo, che avevano, ciascuno e per il campo di applicazione assegnato, il primario scopo di focalizzare il lavoro nei confronti di pazienti pediatrici (screening), non tralasciando gli adulti, rivolti alla individuazione, più precoce possibile, di casi a rischio e nella risoluzione immediata dei problemi non chirurgici.

In tale contesto, il professor Carnevalini ha avuto assegnato il compito di visitare pazienti assistiti dalla fondazione “Regina pacis” la cui segreteria aveva predisposto un preciso piano di lavoro che prevedeva visite dilazionate fra loro in un arco temporale di 15 – 20 minuti.

Utilizzando anche un apparecchio tecnico d’avanguardia, un analizzatore di capacità visive binoculare ultra veloce, che consentiva una analisi dello stato dell’apparato visivo in soli 7 secondi, il professor Carnevalini ha effettuato oltre 250 osservazioni di pazienti e, nello specifico, molti della terza età.

Ha riscontrato varie patologie che, laddove riconducibili a semplici ametropie, venivano immediatamente risolte con la consegna gratuita di occhiali usati la cui raccolta, effettuata nel corso dell’anno attraverso un “service permanente” effettuato dai Club Lions italiani, è accentrata presso il centro nazionale di Chivasso che provvede all’immagazzinamento, previa catalogazione e manutenzione degli stessi.

Incontrato durante una cerimonia organizzata dal suo club viterbese, il professor Carnevalini si è così espresso sulla sua ultima esperienza vissuta in terra moldava “dalle manifestazioni di gioia e di gratitudine dei pazienti sottoposti a visita, nonchè dalla soddisfazione riscontrata anche nel personale locale che ha collaborato allo screening, ritengo che il “service” abbia raggiunto lo scopo che si era prefissato. Ritengo altresì anche estremamente utile e necessario la riproposizione della missione ricercando un coinvolgimento sempre maggiore e ancor più operativo degli stessi Club Lions locali”.

Con questo auspicio e con questo spirito che contraddistingue ciascuno socio Lions non può che esaltarsi ed essere sempre più attuale il motto del Lions Club International “We serve” (noi serviamo) che guarda prioritariamente alle necessità sociali del proprio territorio di riferimento, quindi a quello di livello nazionale, ma, poi, appartenendo appunto ad una associazione internazionale, non può non rivolgere la sua azione anche a livello sovranazionale.


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